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Ticino Welcome °65 - March 2020

Ticino Welcome °65 - March 2020

VACANZE AL LAGO A TU PER TU CON I TITOLARI DI WETAG CONSULTING: UELI SCHNORF E PHILIPP PETER. Un’intervista inusuale, per scoprire le caratteristiche del lago di Lugano e le ricchezze delle sponde locarnesi. Quali sono le proprietà più belle? Ci sono ancora famiglie alla ricerca di una casa di vacanza in Ticino oppure la tendenza è quella di viaggiare alla scoperta di località esotiche. La casa di vacanza al lago, un’immagine del passato? PHILIPP PETER: «Assolu- tamente no. La casa di va- canza è un lusso che le famiglie bene- stanti, svizzere e straniere, continuano a concedersi. Non dobbiamo dimenti- care che per molti resta un investi- mento: trovo un oggetto che mi piace, in una bella location vicino al lago, lo sfrutto – magari fino a quando i figli sono in casa – e poi lo cedo a loro o lo rivendo, senza escludere un margine di guadagno (sorride)». Come Wetag avete in vendita alcune delle proprietà più belle in Ticino, oggetti unici, da decine di milioni di franchi... UELI SCHNORF: «Sì è vero, siamo specializzati nel settore del lusso, ma forse è importante dire che le case più belle non si trovano direttamente al lago, soprattutto nel Locarnese, per- ché da noi (dico da noi perché abito qui e il mio ufficio è in Via Ciseri a Locarno) le rive sono definite, non dolci, quindi dagli anni ‘60 fino agli anni ‘80 le ricche famiglie hanno pre- diletto la zona collinare - sotto la montagna - ritagliandosi spazi mera- vigliosi, con vista lago e ampi parchi». Quando ti si sente parlare si capisce subito che prediligi il lago Maggiore a quello di Lugano... UELI SCHNORF: «Certo (ridiamo). Scherzi a parte trovo che il lago Mag- giore abbia alcuni vantaggi in più ri- spetto al lago di Lugano. Prima di tut- to è molto interessante per chi possie- de barche grandi, da Locarno si può navigare fino in Italia, percorrendo ben 70 chilometri sull’acqua. La vista, l’ampio e magico profilo, tutto questo piace, e non sono solo io a dirlo, lo di- cono anche i miei clienti, da ormai più di vent’anni. Un altro aspetto è che la natura sul lago Maggiore è tropicale, abbiamo aranceti, piante di pompel- mi, questo perché siamo più bassi (di quasi cento metri) rispetto al livello del Ceresio (prende fiato). Poi smet- to... l’aria di vacanza che si respira, c’è meno stress, si sente meno la pressio- ne della città, del fare tutto di fretta». Non è una sfida facile Philipp... cosa dici? Lugano o Locarno? PHILIPP PETER: «Non posso dire nul- la contro il lago Maggiore, ma io ri- mango sul Ceresio (ride). Lugano è, e rimane, una località molto interessan- te per chi desidera trovare una casa di vacanza. Inoltre Lugano è da secoli meta turistica, apprezzata non solo per il suo lago, ma anche per le sue mon- tagne, il clima mediterraneo, l’offerta gastronomica, i suoi ristoranti esclusi- vi e i suoi grotti, dove ci si rifugia d’e- state per mangiare un bel salamin e furmagin, il tutto accompagnato da del buon Merlot. Allo stesso tempo siamo vicinissimi a Milano (uso il sia- mo perché abbiamo anche degli uffici in Via Riva Caccia a Lugano), esatta- mente sull’asse di transito più impor- tante d’Europa. Nelle nostre vicinanze abbiamo l’Aeroporto di Malpensa e quello di Lugano, che attualmente è operativo solo per voli privati». In Svizzera i comuni non possono avere più del 20% di case secondarie, cosa significa? PHILIPP PETER: «La soglia del 20% delle residenze secondarie è stata volu- ta dalla “Lex Weber”, una legge che prende il nome dal suo promotore. La “Lex Weber” voleva e vuole evitare di ritrovarsi con troppe case chiuse, uti- lizzate solo qualche settimana all’an- no. Sono stati in molti a sottovalutare questa legge e solo quando è passata, nel 2012, ci si è resi conto di cosa ef- fettivamente comportasse. In poche parole i comuni che avevano già il 20% di residenze secondarie si sono visti bloccare ogni possibilità di cre- scita turistica. Un’eccezione è stata Andermatt, che si trova sul massiccio del San Gottardo, nel Canton Uri. In questo paese di montagna il promoto- re del rilancio turistico, l’egiziano Sa- mih Sawiris, è sceso ad un compromesso con la Confederazione, chie- dendo di togliere ogni restrizione. Nella parte nuova di Andermatt, quindi non nel nucleo storico, le co- struzioni sono per la maggior parte di vacanza e gli stranieri possono acqui- stare oggetti di qualsiasi dimensione, senza limiti. Abbiamo numerosi clien- ti che hanno optato per questa locali- tà, dove siamo presenti come Wetag, anche perché oltre alla parte residen- ziale c’è l’albergo cinque stelle supe- rior The Chedi con i suoi attici e ap- partamenti esclusivi». Ma a livello di business questa legge vi penalizza? UELI SCHNORF: «Non moltissimo, perché noi trattiamo proprietà che si trovano “nell’ultima fase del lusso”, le nostre vendite medie annuali si situa- no tra i 3,5 e gli 8,5 milioni di franchi e sono cifre che riguardano soprattut- to case primarie oppure case di vacan- za per chi ha un passaporto svizzero o una residenza permanente». Dunque oltre alla soglia del 20% ci sono altre limitazioni per gli stranieri che desiderano acquistare una casa di vacanza in Ticino? PHILIPP PETER: «Esiste anche un’altra legge, la “Lex Koller Friedrich” (LA- FE), che limita le dimensioni di una casa di vacanza per stranieri. Una persona, non residente in Svizzera, che desidera comprare una casa di vacanza in Ticino, non può quindi accedere a proprietà superiori ai 200 m2 netti (che possono essere 230/250 lordi) e ad un terreno superiore ai 1000 m2. Una legge che era stata in- trodotta per evitare speculazioni im- mobiliari estere». UELI SCHNORF: «In questo caso il settore del lusso è penalizzato, per- ché gli stranieri non possono acqui- ARCHITETTURA / WETAG CONSULTING stare case più grandi di 200 metri quadrati e le proprietà più belle su- perano di gran lunga questa superfi- cie. La realtà è che le ville storiche, dove in passato vivevano generazioni di famiglie, con domestici al seguito, non sono più una realtà e quindi molte di queste restano comunque chiuse, oppure con una sola ala abi- tata. Se le ricche famiglie straniere potessero accedere a queste proprie- tà, dal mio punto di vista, potrebbe essere un vantaggio... salvaguarde- remmo case storiche che con il tem- po e gli elevati costi di manutenzione rischiano di restare comunque disa- bitate. Penso che sia ora che il Ticino si dedichi maggiormente al turismo di lusso. Prendiamo l’esempio delle Isole di Brissago: un gioiello, ma nes- suno ci va veramente... mentre le so- relle italiane, con ristorantini e bar curati, sono una meta prediletta per indigeni e turisti». Possiamo indicare quali sono il vostro cliente tipo, magari la nazionalità... PHILIPP PETER: «Completamente va- riopinto: italiano, svizzero... stanno tor- nando i tedeschi, gli inglesi (a causa della Brexit), insomma non c’è una vera e propria regola. Pensate che abbiamo anche ticinesi alla ricerca di una casa di vacanza sul lago, magari una darsena, dove rifugiarsi dalla frenesia cittadina». Per Locarno vale la stessa cosa? UELI SCHNORF: «Noi siamo un po’ più nordici: olandesi, tedeschi e sviz- zero tedeschi (non dovrebbe sorpren- dere), ma pochissimi italiani. Persone che possono raggiungere la regione in auto. Dobbiamo pensare che fin dagli anni ‘60 Ascona e dintorni sono stati presi d’assalto dalle ricche famiglie te- desche e quindi l’amore per questa terra si è tramandata di generazione in generazione. Attualmente il mercato della costruzione della villa di lusso, a differenza di Lugano, è diminuito molto, non si investono più decine di milioni per una villa, mentre nel Sot- toceneri lo si fa ancora». Perché dovrei comprare una casa di vacanza sul lago di Lugano e perché non Locarno? PHILIPP PETER: «Diplomaticamente e giustamente devo dire che entrambe le zone sono molto belle, quello che Lugano ha in più rispetto a Locarno, Ascona, Minusio? E’ una città più vi- va, è il terzo centro finanziario della Svizzera, quindi significa che anche nella bassa stagione ci sono più locali aperti. Poi, come ho detto prima, sia- mo vicini a Lugano, ma anche a città come Roma, raggiungibili in poche ora con il treno». Stessa domanda per te Ueli: perché Locarno e non Lugano? UELI SCHNORF: «Il futuro del lago Maggiore sembra essere brillante, ac- cordi e Italia permettendo un giorno potremo arrivare fino ai Navigli di Mi- lano con la barca e addirittura (lo spe- ro) procedere verso Venezia, grazie alla storica via d’acqua tracciata dal Lago Maggiore, dal Fiume Ticino e dal Po». Ma dove compreresti la tua casa di vacanza? PHILIPPE PETER: «È una domanda che non mi sono mai posto (ride), se dovessi scegliere...rimarrei sul lago di Lugano, ci sono cresciuto, mi piace la sua luce, i suoi grotti, in più è adatto a chi piace praticare lo sci nautico. Potrei anche pensare di spostarmi verso il Malcantone, vicino al golf, visto che stiamo parlando di vacanze e quindi non dovrei usare troppo l’auto». Ueli Schnorf: «Quando avevo i bambini piccoli li portavo in giro per il mondo, ma spesso, durante il periodo estivo mi chiedevano di restare a casa, vicino al lago, esattamente dove vivo ancora. In poche parole a casa mi sento sempre in vacanza, rimarrei esattamente dove so- no (sorride compiaciuto)». Riva Antonio Caccia 3 CH-6900 Lugano Via Antonio Ciseri 13A CH-6600 Locarno Via Beato Berno 10 CH-6612 Ascona www.wetag.ch www.journal.wetag.ch [email protected] +41 (0) 91 601 04 40

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